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Qualcosa ti rode dentro: é Karma?

Relativamente al mio precedente articolo “Qualcosa ti rode dentro” è utile fare il punto di quanto espresso in precedenza aiutandoci con il concetto di Karma che ci permetterà successivamente di indagare anche quello di Dharma.

In una interpretazione spirituale degli eventi ricorre spesso l’espressione “tutto è perfetto” ad indicare che anche quanto in aperto contrasto con una visione di bene ha la sua compiutezza nel concorrere all’evoluzione del mondo.

Così è per il ladrocinio, l’omicidio, la miseria, e chi più ne ha più ne metta perché certo le distonie non sembrano mancare.

La ragione dell’impeccabilità di questo motto sta nel fatto che ognuno di noi ha un suo stato di coscienza ed in ragione di quello, compie le azioni che ritiene opportune.Malcom X

Quindi sia nell’”errore”, che in quanto universalmente riconosciuto come “corretto”, l’individuo segue una sua personale linea di condotta determinata da moltissimi fattori.

Imperscrutabili per chi è all’esterno del vissuto personale dell’interessato.

Chi è costretto ad uccidere per difendersi ad esempio… non sta forse assolvendo ad un obbligo – che è uno dei significati della parola Karma-?

L’espressione orientale “Karma” ha il significato di: Azione, ma anche Compito ed  Obbligo, ed è contestualizzata nella cosiddetta “Legge del Karma”, in cui viene considerato che ogni nostra azione produce degli effetti che incidono sulla coscienza collettiva e sulla realtà fisica del pianeta, per poi tornare su chi materialmente ha dato il via all’azione.

Non ci è dato di conoscere tempi e modi di esecuzione della Legge, né di poter sapere quando e come gli effetti si manifesteranno, ma in quanto processo di Cause ed Effetti  esso è apparentemente inarrestabile e teso ad ammortizzare le une e gli altri per arrivare alla più armoniosa espressione di Sé e dell’Ente Creatore, che per mezzo nostro sperimenta la Sua Natura nell’infinitamente piccolo…

La Reincarnazione con la sua idea di trasferimento dell’essenza umana in un altro corpo al momento della morte, è strettamente correlata alla Legge del Karma poiché professa che le molte cause ed effetti del proprio procedere si ripercuotono non solo sulla vita attuale ma anche sulle future, determinando le condizioni individuali in cui si nasce.

Questa al di là degli schieramenti di pensiero, sembra essere la spiegazione più logica ad avvenimenti apparentemente ingiusti e clamorose disuguaglianze, che in molti casi si palesano inspiegabilmente sin dall’inizio del ciclo vitale individuale.

C’è da dire che il mare magnum della Legge del karma è fatto di sfumature sottilissime e disegni a grande trama e compenetra ogni aspetto della nostra vita.

Risulta impossibile non concorrere alla Legge del Karma, basti pensare che uno dei suoi gradi di espressione è nel pensiero, qui giustamente considerato con effetti poco meno rilevanti dell’azione…

Ora in questa ottica che poi vedremo essere ancora più costretta nella Legge del Dharma, come ci si salva dalla mannaja di queste leggi non richieste ed imposte da questa vita?  Esiste il modo di trascenderle?