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Immaginazione. Sogno o segno?


“Tutto l’universo visibile non è che un deposito di immagini e di segni ai quali l’immaginazione deve attribuire un posto e un valore relativo: una sorta di nutrimento che l’immaginazione deve assimilare e trasformare. Tutte le facoltà dell’anima umana vanno subordinate all’immaginazione, la quale le requisisce tutte in una”. C. Baudelaire

Se ci addentriamo nell’approfondire l’argomento immaginazione, rischiamo di perderci. Questa facoltà umana è stata indagata sin dall’antichità da eminenti nomi della filosofia, da scienziati, psicanalisti, scrittori, esoteristi. Oggi l’immaginazione è oggetto di studio anche da parte delle neuroscienze.

Sino ad un certo punto della storia ufficiale, sogno ed immaginazione hanno viaggiato assieme come sinonimi l’uno dell’altra, poi C. G. Jung contribuì a dipanare la matassa di stelle con la sua tecnica dell’”immaginazione attiva” dove è comunque presente l’attività del “sognare”, seppur ad occhi aperti e secondo un fine preciso.cbe61c198958493964092f97714e257e

Nello studio spirituale vi è in tema di immaginazione moltissimo materiale di prim’ordine. Studi dettagliati sul meccanismo del pensiero risalgono agli antichi Rishi indiani, ed in tante tradizioni culturali la leva sul pensiero e la sua capacità di “costruire la realtà materiale” anche tramite l’immaginazione, è la prima da azionare per prendere coscienza del potenziale energetico che accompagna questa nostra naturale capacità.

In questo caso un pò perché nel mio lavoro affronto questo tema con grande dispendio di energie, ed un pò perché trovo ci sia una saturazione di insegnamenti più o meno accreditati sull’argomento, vorrei riuscirne a fare una trattazione piccola e leggera.

Ribadisco come si sen2c5772270a089bc5f0300fc46ba11fdete dire ad oltranza (ed è sempre valido ripetere), che i pensieri hanno un potere attrattivo magnetico.

Ciò che si  verifica nella nostra vita quotidiana possiede una “frequenza energetica” che è conforme a quella che noi emettiamo tramite il nostro pensare.

Se siamo concentrati su problematiche, la nostra realtà oggettiva non mancherà di riprodurre problemi ed inconvenienti, se il nostro pensiero dominante è la scarsità essa non mancherà di manifestarsi in modo tangibile.

Questo accade sia in negativo che in positivo quando invece ospitiamo mentalmente ed emotivamente, fiducia e benessere. Non c’è qualcuno che vagli la qualità dei pensieri, e la legge di vibrazione/attrazione risponde in termini di “elettricità” che si traduce con avvenimenti materiali, in ambo i casi.

Il “qualcuno” addetto al vaglio dei pensieri ci sarebbe… Siamo noi! E qui si capisce perché molti pur nutrendosi di libri sulla Legge di attrazione, non riescono a vedere dei frutti positivi…

Sapere che il pensiero benefico si raccorda ad eventi positivi non serve se: non si è un pò folli, e se si subiscono i propri pensieri senza la lucidità che permette di sostituirli.

La follìa è quella che con il portafogli vuoto ti consente di centrarti sull’abbondanza, o con un amore finito ti lenisce il cuore ripensando solo al lato bello della relazione.

La lucidità è tra l’altro, rendersi conto di stare emettendo pensieri negativi e passare al contrattacco con la formula: questo è quello che non voglio, di rimando, ora penso a ciò che voglio, causando così una modificazione nell’assetto vibrazionale.

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Per sostenere la follìa con la giusta immaginazione bisogna essere coscienti che viviamo in una realtà di abbondanza e che se questa non è presente nelle nostre vite è perché noi blocchiamo il flusso con pensieri di disfatta e sfiducia.

Nei momenti più neri, proviamo a giocare, sorridere, a sentirci ricchi ed amati immergendoci in immagini e situazioni che richiamano queste qualità.

Se riusciamo a strapparci un sorriso e manteniamo un’alta attenzione, vedremo tutt’intorno segni del sorriso che l’universo ci restituisce.

Per tornare a riallinearci con il bello ed il buono eliminiamo quanto più possiamo di negativo in termini di notizie ed immagini. Poi con un riacciuffato equilibrio  ed un’abbondanza manifesta, possiamo di nuovo volgere lo sguardo alla sofferenza, anche perché saremo in grado di intervenire fattivamente e con uno stato d’animo alto.

Se non c’è speranza, c’è la follìa… e la follìa con buona immaginazione, ci porta a conquistare le mete.